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Viterbo cresce più dell'Italia, ma i turisti restano una notte e mezza

Viterbo cresce più dell'Italia, ma i turisti restano una notte e mezza

Cosa dicono i numeri 2025 sul mercato ricettivo della Tuscia

Nel 2025 il turismo in Italia ha mostrato un segnale curioso: secondo le stime provvisorie Istat gli arrivi sono scesi dello 0,9%, mentre le presenze sono cresciute del 2,3%. Meno ospiti, ma più notti.

Viterbo è andata in direzione opposta: il Comune ha registrato 184.200 arrivi (+10,4%) e 280.562 presenze (+7,5%) rispetto al 2024, aiutata da un anno Giubilare e da eventi di grande richiamo come San Pellegrino in Fiore (circa 90.000 presenze secondo il Comune).

Buone notizie, dunque. Ma i numeri raccontano anche altro.

1. Il vero tema è la permanenza

A Viterbo la permanenza media è di circa 1,5 notti. In Italia, nel 2024, è stata di 3,3. Il turismo viterbese è fatto di visite brevi e frequenti, tipiche del turismo culturale e di transito: lo conferma il dato dei 19.000 pellegrini della Via Francigena censiti nel 2025.

Un calcolo semplice: con gli arrivi attuali, una sola notte in più per ospite varrebbe circa 184.000 presenze aggiuntive, quasi quante ne ha oggi l'intero Comune. Più che inseguire nuovi arrivi, la sfida è trattenere chi già arriva.

2. Un'offerta cresciuta, ma sbilanciata

Secondo il rapporto economico della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, tra il 2018 e il 2025 gli alberghi della provincia sono passati da 114 a 167, mentre le strutture extralberghiere da 975 a 4.540: oltre quattro volte tanto. La provincia conta inoltre 549 agriturismi, la maggiore concentrazione del Lazio.

È cresciuta soprattutto l'offerta di unità piccole e frammentate. Gli stessi amministratori indicano l'offerta alberghiera come una criticità, con strutture spesso al completo nei periodi di picco e poche capaci di ospitare gruppi e pacchetti.

3. Un territorio con molto spazio

Uno studio sull'intensità turistica riportato dalla stampa locale indica per la provincia un utilizzo lordo dei posti letto del 7,3%, tra i più bassi d'Italia, con 12,4 posti letto per km². Tradotto: capacità da riempire, senza i problemi di sovraffollamento delle località più prese d'assalto.

Colpisce anche il peso del capoluogo: nel primo semestre 2024 il Comune di Viterbo ha concentrato quasi il 70% degli arrivi della provincia (al netto dei campeggi), con circa il 20% degli abitanti. Il resto della Tuscia ha ancora molto da dire.

4. Il contesto: il Lazio corre

Nel 2024 il Lazio ha avuto la crescita più forte d'Italia: 51,7 milioni di presenze (+13,2%), con il 67,2% di clientela straniera. Ma la crescita è concentrata su Roma: la questione per la Tuscia è quanta parte di questo flusso riesce a intercettare e a trattenere, considerando che Roma dista da Viterbo circa 1 ora e 45 minuti di treno.

5. Il 2025 è stato un anno eccezionale: e dopo?

Giubileo ed eventi hanno dato una spinta importante. La vera verifica sarà la tenuta del trend nel 2026 e oltre.

Una nota sui dati

I dati su arrivi e presenze riguardano il solo Comune di Viterbo e sono provvisori; quelli sull'offerta provengono da fonti diverse (Camera di Commercio, stampa locale) con definizioni non sempre confrontabili. Per molti indicatori provinciali, dalle compravendite alle cessioni d'azienda, il dato semplicemente non esiste ancora: è un lavoro da costruire insieme agli operatori del territorio.

Il rapporto completo "Il mercato ricettivo della Tuscia" è disponibile su richiesta.

E voi, operatori della Tuscia: qual è la leva più concreta per far restare i turisti una notte in più?